Rimborso anticipato BTp Più: opzione per investitori

Autore:
Antonella Palumbo
  • Giornalista

Rimborso anticipato BTp Più: opzione per investitori

Le modifiche ai tassi delle cedole influiscono sul rendimento complessivo del bond, con impatti diretti sulla spesa pubblica e sui contribuenti.

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Calcolare il costo del bond

Il costo del BTp Più, dal punto di vista dello Stato, deriva essenzialmente dal pagamento degli interessi di trimestre in trimestre fino alla scadenza. Tuttavia, gli stessi interessi sono soggetti a una tassazione del 12,50%, che di fatto riduce la spesa effettiva per i contribuenti. Per esempio, il tasso lordo del 2,85% su 14,906 miliardi di sottoscrizioni si traduce in un esborso annuale di quasi 425 milioni. In un periodo di quattro anni, questa cifra complessiva ammonta a 1,70 miliardi, mentre dopo la detrazione delle tasse, scende a poco meno di 1,49 miliardi.

Al momento, questa rappresenta l’unica stima certa. Senza la conoscenza precisa della percentuale di investitori che optano per mantenere l’investimento fino alla scadenza, si può solo ipotizzare. Se tutti gli investitori mantenessero il bond fino alla fine, il Tesoro dovrebbe pagare un tasso del 3,70% per i quattro anni rimanenti, implicando un costo annuale di quasi 552 milioni. Questo comporterebbe un ulteriore esborso totale di circa 2,21 miliardi, ridotti a 1,93 miliardi al netto delle tasse. Il costo aggregato del BTp Più, dunque, sfiorerebbe i 3,42 miliardi, impattando per il 22,92% del capitale raccolto.

Costi nascosti e oneri accessori

Oltre al costo diretto, i contribuenti si troveranno a fronteggiare ulteriori oneri nascosti, come le mancate commissioni bancarie. Infatti, queste commissioni, solitamente a carico dei sottoscrittori, verranno invece finanziate dallo Stato, aggiungendo ulteriori decine di milioni di euro al conteggio. Così, l’importo complessivo massimo potrebbe avvicinarsi ai 3,50 miliardi entro gli otto anni di durata del bond. Questo aspetto rappresenta un lato poco noto ma significativo del “successo” nell’emissione di tale un titolo di debito pubblico.

Osservando tutti questi fattori, il reale impatto del BTp Più sui contribuenti dipenderà fortemente dalla scelta degli investitori di usufruire o meno dell’opzione di rimborso anticipato nel 2029. È fondamentale che il pubblico rimanga informato e consapevole di come questa strategia finanziaria incida indirettamente sulle casse statali e, di conseguenza, sulle loro tasche.

Esplorare il costo del BTp Più: impatto sui contribuenti

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Il BTp Più si è concluso con un collocamento da quasi 15 miliardi, suscitando interesse tra gli investitori. In questo articolo, cercheremo di capire quale sarà l’effettiva incidenza economica di questo bond a carico dei contribuenti italiani: dalla revisione delle cedole alle imposte sugli interessi.

Con una scadenza fissata al 25 febbraio 2033, il BTp Più rappresenta una nuova opportunità di investimento per il pubblico italiano. Tuttavia, coloro che hanno sottoscritto il bond recentemente avranno la possibilità di ritirare gli investimenti dopo quattro anni. Questo strumento finanziario ha visto le sue cedole leggermente alzate: per i primi quattro anni, il tasso è passato dal 2,80% al 2,85%, e per il periodo successivo fino alla scadenza, dal 3,60% al 3,70%. Questi aggiustamenti portano il rendimento medio lordo annuale al 3,275%, una cifra superiore al 3,20% stabilito in precedenza.

Nonostante l’interesse degli obbligazionisti, attratti da questo investimento sicuro e proficuo, è cruciale capire quale sarà il carico economico che il BTp Più imporrà al contribuente medio. Con un rendimento attraente e una durata ben definita, il bond appare vantaggioso, ma rimane essenziale soppesare il suo vero costo in termini fiscali.