Nuove misure per le famiglie
Il governo italiano lavora per aumentare il limite ISEE del bonus bollette, puntando a soluzioni temporanee per milioni di famiglie in difficoltà.

Il Decreto contro il caro-bollette: una sfida per il governo Italiano
Mentre il governo italiano si affretta per finalizzare la strategia contro il caro-bollette, un nuovo incontro cruciale si è tenuto a Palazzo Chigi. L’obiettivo è quello di presentare una soluzione efficace ai ministri entro venerdì, prima del weekend, per dare sollievo ai cittadini. Dopo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha criticato la bozza iniziale ritenendola insoddisfacente, in particolare per quanto concerne il supporto alle fasce più deboli, è chiaro che il governo intende potenziare le misure previste.
Sostegni rafforzati: famiglie e limite ISEE

Il tema dell’aumento del requisito ISEE per accedere al bonus sociale sulle bollette è al centro della discussione. Attualmente, si sta valutando di innalzare il limite da 9.530 euro a 15 mila, o addirittura a 20 mila euro. Tuttavia, senza risorse aggiuntive rispetto ai tre miliardi di euro ipotizzati nella bozza originale, l’ampliamento del bonus potrebbe avere durata limitata. Se il limite fosse portato a 20 mila euro, il numero di famiglie beneficiarie potrebbe passare da 3,5 milioni a 7 milioni, ma solo per un periodo di tre mesi. Questa misura transitoria è stata pensata in attesa di cambiamenti geopolitici e climatici che influenzino positivamente i prezzi del gas. Segnali incoraggianti già si notano: la quotazione del gas ad Amsterdam, mercoledì, è scesa del 6,7%, assestandosi a 41,34 euro per megawattora.
Battaglie energetiche
All’interno del piano da tre miliardi previsto dal decreto Bollette, due miliardi sono destinati a famiglie con basso reddito, mentre un miliardo mira a sostenere le imprese, in particolare le piccole, le medie e quelle ad alto consumo energetico. Il governo si trova a scegliere fra diverse opzioni tecniche, compreso il potenziale taglio degli oneri di sistema. Le decisioni imminenti non riguardano solo la distribuzione delle risorse, ma richiedono anche simulazioni dettagliate per comprendere l’impatto sulle differenti categorie di beneficiari. Tra aziende e famiglie, la sfida è come bilanciare queste risorse per massimizzare l’efficacia dell’intervento.
La sfida del settore energetico e il futuro del nucleare
Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, sottolinea l’urgenza di un’azione decisa per sostenere i cittadini e la competitività del Paese. Ha posto l’accento su come la dipendenza dell’Italia dal gas, che incide per oltre il 70% sul costo dell’elettricità, renda complesse le dinamiche del mercato. La questione del disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità dalle quotazioni del gas è sfida rilevante, che non si risolve con un semplice decreto legge. Oltre al decreto sui costi energetici, l’agenda del consiglio dei ministri include anche la discussione su un disegno di legge per riaprire le porte al nucleare in Italia, un progetto che, sebbene a lungo termine, è fortemente sostenuto dal ministro Pichetto Fratin.
Le forze di opposizione, tuttavia, insistono su interventi più decisi. Chiara Appendino dei 5 Stelle propone di tassare i profitti stellari delle aziende energetiche, citando guadagni extra per 40 miliardi di euro negli ultimi due anni. Nel corso di una conferenza stampa, Pd, M5S e Avs annunceranno anche proposte alternative, come la condizione per la proroga delle concessioni idroelettriche legata al taglio dei prezzi dell’energia.